Ricordi

Qualche tempo fa ho trovato una foto. Una foto di cui avevo dimenticato l’esistenza. Era una foto un po’ sbiadita, ma non tanto da suscitare nostalgia. Ritraeva la mia classe in seconda media, forse la terza, non ricordo. Una serie di facce di cui avevo dimenticato i lineamenti, e di qualcuno anche il nome. Era una foto che ci ritraeva tutti insieme, contro le mura megalitiche di una paese di cui non ricordo il nome. Eravamo ad un camposcuola, in seconda o terza media, non ricordo. Con noi era venuta un’altra classe di un’altra scuola, di un’altra zona della Capital city, non chiedetemi di dove, perchè l’ho completamente rimosso. Di loro mi ero quasi completamente dimenticato. Ho provato a riconoscere sulla foto un po’ sbiadita er nocchia e Ugo, che erano gli unici di cui avevo un vago ricordo. Nulla, non sono risucito ad individuarli con precisione. Alla fine ero indeciso tra quattro o cinque. Ho lasciato perdere. Sul retro una serie di firme scolorite che non sono riuscito a decifrare siglavano dediche che facevano riferimento ed allusioni a eventi di quei giorni, completamente dimenticati.
Una frase in calce rappresentava perfettamente il senso di questa foto un po’ sbiadita.
Diceva: "Tre giorni che non dimenticheremo mai…" Già!

Recensioni di Ghiaia: Angeli contro Demoni

Allora inizio questa recenzione dicendo che io il film Angeli contro demoni nun l’ho visto. Cioè che mica so scemo che dopo che so annato a guardà quella boiata dei Codice di Leonardi da vinci ce torno pure a daje i sordi a Tommenx. Infatti me so annato a vedè Uolverinn che è quell’omone pelosone colle basette fighe e che gli escono gli artigli di ferro dalle nocchie. Comunque, invece, a vedere Angeli contro demoni c’è andato mi fratello e me l’ha raccontato, e quindi eccove qui la recenzione.
In pratica c’è na setta de scenziati che vogliono ammazzare i papi e infatti uno lo ammazzano e poi bho, penso che ammazzano pure l’altri, però ora che ci penso i papi so uno solo… Quindi me sa che quando ammazzano er papa è già la fine der film e no all’inizio sennò finiva subbito er film no? Comunque vabbè c’è sta setta e in mezzo ce sta pure Galileo, perchè visto che ner primo firm c’era stato Leonardo evidentemente tipo i figli di Galileo hanno protestato e allora ci hanno messo pure lui in mezzo. Poi non è che mio fratello me l’ha raccontato proprio bene, in partica sti galilei so scenziati e dicono "Ao! Noi ammazzamo i papi perchè semo scenziati!" e allora Tommenx dice "Seee… Voi nun potete ammazzà i papi (che poi er papa è uno solo, ma vallo a spiegà all’amerciani ste cose decchiesa!), mo me pìo la lancia delta e me scorrazzo un po’ pe Roma con Pierfrancescofavino e vi faccio er culo a strisce!". Insomma tutto così. Però poi credo che vince Tommenx. Comunque per me non c’è proprio storia. Cioè se tipo i demoni s’incacchiano e je parte la brocca e vogliono corcà debbotte agli angeli, non c’è proprio stopria! Quelli arrivano là in paradiso tutti coi forconi e coi bastoni e le corna e le fiamme e trovano tutti sti femminellii colle sottanine… Sai lebbotte!!! Maddai che firm è… Vabbè…

Voto: una sola palla, anche se null’hovvisto! Una palla sulla fiducia ecco!

Quando uno torna

Quando uno torna, tipo si immagina, nell’ascensore, che apre la porta e tutta la gente che sta in casa sua gli dice quando lui entra a casa: "che bello che sei tornato, facciamo festa che sei tornato!" e invece poi l’ascensore si apre e lui suona il campanello e non gli apre nessuno e poi si accorge che ha dimenticato le chiavi e allora si mette a sedere sugli scalini del pianerottolo e si addormenta. E tipo tardissimo, a mezzanotte e oppure all’una, rientra qualcuno e gli dice "Ah sei tornato!" E lui fa "Sì nell’ascensore mi immaginavo che… ma lasciamo perdere!"
Ecco a volte succede così, ma a volte no. A volte si usano i congiuntivi, ma a volte no. Ad esempio il mio amico Faina un anno era andato a Crema, che noi tutti pensavamo che era una città immaginaria, invece lui c’era andato ad abitare veramente e dopo un anno era tornato, ed era tornato quando noi stavamo giocando a calcetto e lui si è avvicinato e ha detto "Ciao ragazzi sono tornato da Crema!" e noi "Ciaò Faì!" e abbiamo continuato a giocare.
A volte i tempi dei verbi, tipo nei post che uno scrive sul suo blog, si possono mettere un po’ a stracazzo no?
Bentornati

Cattivo marketing

Ieri, in moto, ho all’improvviso sentito odore di pop corn. Di quel pop corn grasso di burro, che scoppietta dalla macchina del pop corn all’ingresso del cinema Tristar, quello triste, con l’omino che prima ti vende i biglietti, poi ti da il pop corn e poi ti strappa i biglietti che un attimo prima ti ha venduto e ti fa entrare. Ecco quel pop corn lì. Quell’odore lì. Allora ho cercato di fare mente locale e chiedermi se magari avevo con me del pop corn del cinema Tristar, oppure se qualcuno accanto a me stesse trasportando del pop corn del cinema Tristar, oppure se magari, per caso dico, stessi passando proprio nelle vicinanze del cinema Tristar. E invece nulla! Non avevo pop corn, non c’erano persone con secchielli di pop corn accanto alla mia moto, nè ero minimamente vicino al cinema Tristar.
Ecco! Una storia inconcludente, un mucchio di parole che non dice proprio niente. Ora che l’avete letta non siete nè appagati, nè soddisfatti, non so proprio perchè l’abbiate letta, a dire la verità non so dire nemmeno perchè io l’abbia scritta. Mi rendo conto che non è stata una buona azione di marketing. Uffa!

Infanzia di ghiaia

Sono assolutamente convinto dell’imprescindibile importanza del ruolo degli anziani nella società. I nonni sono un importantissimo sostegno alle famiglie anche se io i miei nonni non è che me li sono goduti molto.
Su quattro, quando ero piccolo io, due se ne erano già andati e gli altri due erano molto in là con gli anni e già malati, però sono stati molto importanti lo stesso.
Ad esempio di mio nonno ho questo ricordo indelebile: eravamo a pranzo insieme, lui, la mia famiglia e quella di un mio zio coi figli. Mio cugino aveva da poco compiuto gli anni e allora durante il pranzo ci stava illustrando i doni che aveva ricevuto:
"Un maglione, un giocattolo, un libro, una scatola di colori e… Un sapone con una corda…" (era per la doccia N.d.PG)
Mio nonno che fino a quel momento aveva taciuto chiese attenzione e presa la parola disse:
"Nel far west quando ti regalavano una corda con un sapone era segno che ti volevano impiccare!"
Ecco, quando penso a mio nonno io me lo ricordo così.

Di quando mi guadagnavo il pane feat. Compagni di ghiaia: Jumanji

Quando ancora mi guadagnavo il pane lavorando seriamente, e non come oggi che scrivo minchiate su questo blog e google mi da mille euro per ogni commento che voi lasciate, quando mi guadagnavo il pane veramente insomma, facendo l’infissarolo, il mio collega preferito e Jumanji. Jumanji si chiamava con un nome rumeno che assomigliava abbastanza poco a Jumanji e che io non ricordo, ma il buon Ingegner Melenzana, di cui ho già parlato in altri momenti ed in altri luoghi, lo aveva soprannominato Jumanji per non fare la fatica di imparare un nome rumeno.
Jumanji era molto simpatico e in Romania faceva il veterinario e non l’infissarolo, e mi insegnava un sacco di cose sull’accoppiamento dei cani e dei cavalli e mi educeva sulle misure del pene dei vari vertebrati. Tuttavia nonostante la sua simpatia Jumanji non parlava molto bene l’Italiano ed ogni tanto chiedeva aiuto a noi colleghi chiedendo il significato di qualche parola che non capiva.
Una volta Jumanji sentì alla radio una canzone che faceva così: "Se fai l’amore come cammini…" Gli piacque così tanto che prese a cantarla sempre: in macchina, al lavoro, in officina, a pranzo, sempre! Poi un giorno chiese all’ingegner Melanzana:
"Ignegnè, scusa ma che vuol dì cammini?"
" Cammini?" Fece il Melanzana serio "I cammini so i commignoli, quelli sui tetti che c’esce er fumo!"
"Ah!" fece Jumanji un po’ perplesso.
Non ebbi il coraggio di rivelargli la verità ed ancora oggi mi dolgo quando penso al povero Jumanji che canta "Se fai l’amore come cammini…" e si immagina la sua donna travestita da comignolo…

Sveglie

Ci sono sveglie e sveglie. Per carità non voglio certo dire che le sveglie siano tutte uguali. Lungi da me questa possibilità. Ad esempio stamattina mi sono svegliato alle cinque perché ho sentito suonare il campanello di casa. Inutile dire che mi sono cacato un po’ sotto. Primo perché era già successo qualche tempo fa, secondo perché stavo a dormì e mi sono svegliato di soprassalto agitato, presagendo il peggio.
Mi sono alzato infreddolito e ho guardato dallo spioncino della porta. Niente, non c’era nessuno!
Mi sono rimesso a dormire e, nel dormiveglia, riecco il campanello. Cavolo!
Ho cercato qualche cosa di duro e pesante, tipo le mazze da baseball che i padri di famiglia dei film americani tirano fuori in questi momenti per difendere la loro proprietà e i loro affetti, ma a casa mia le mazze da baseball non è che abbondino.
Allora ho preso la scopa, come faceva la mia mamma quando mi voleva dare una lezione, in quel periodo dell’adolescenza in cui ero troppo grande per soffrire dei suoi scullaccioni, ma ancora abbastanza piccolo da poter essere malmenato con una scopa.
Insomma prendo sta scopa e guardo dallo spioncino. Niente, non c’è proprio nessuno.
Mi preoccupo davvero. E mi metto a letto di nuovo con gli occhi sbarrati e la scopa accanto…
Poi scopro la verità.
E la scopro nel coinquilino pugliese.
Quel campanello che mi destava, destandomi preoccupazione, altro non era che il suo terribile squillante russare.
E c’aveva pure la porta chiusa…
Si insomma le sveglie non sono tutte uguali, ci sono sveglie e sveglie… Questo volevo dire.